neanch’io voglio lasciare il blog, ma sono in un vortice micidiale: i numeri di settembre delle riviste da chiudere, il progetto europeo in cui ero entrato solo perchè c’era Angela, che ora è brillantemente scappata, e da ieri ho saputo che dovrò tenere DUE corsi nel semestre..
voglio passare un po’ di tempo con Jordan. invece andrò a cena dai miei e poi forse darò buca a Angie.. per correre a dormire distrutto.
palle..
ma mica posso fare tutto io da sola!?!? (sottotitolo: …sulle palle!!!)
Pubblicato 16, settembre 2011 calendario Lascia un commentosennò diventa un diario, non un blog.
uffi.
questa è la nostra generazione, tutto ci viene a noia, perdiamo un sacco di tempo per fare nulla e non ne troviamo per dedicarci a qualcosa di costruttivo (dipende dai punti di vista) per noi.
uffi.
mi avete rotto. prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
anche perchè non ci credo che non si riescano a trovare pochi minuti per scrivere due righe per ricercare un confronto o per darne.
è che non ci va, piuttosto facciamo f5 (a proposito qual è il corrispettivo sul mac??) su facebook in attesa che appaia qualcosa di interessante come tanti piccoli autistici ebeti.
è che crea disagio, analisi dover mettere nero su bianco certe cose.
è che poi queste cose, nero su bianco, restano…e sono uno specchio.
è che, senza tante ulteriori pippe,…mi state sulle palle!!
uffffffffffffiiiiiiiiiiiiiiii
e mi sta sulle palle questo lavoro e il fatto che sono comunque immobile (e non fiatate dicendomi di cambiarlo…leggete la seconda parte dell’affermazione e tacete!!! ;p )
e mi sta sulle palle milos e il suo rinnegare il passato e accentuare i difetti del suo carattere e il suo avermi deluso e ferito più di ogni altra persona al mondo, sotto ogni punto di vista, di coppia, di amicizia, umano. (l’unica cosa che non mi sta sulle palle di lui è che è microdotato – ben gli sta!! e così anche questo rimane qui nero su bianco – tiè!!!)
e mi sta sulle palle vedere valina perdere la luce che aveva negli occhi perchè scontratasi di nuovo con uno degli infiniti smidollati-vigliacchi-superficiali che non sono degni neanche di baciarle i piedi.
e mi sta sulle palle carli che mi maltratta e continua a ripetere che siamo noi vecchi quando l’età non c’entra nulla.
e mi stanno sulle palle un’altra infinita serie di cose che non sto qui a dire…
me ne vado a mangiare con la batti così mi faccio stare sulle palle pure le sue vicissitudini.
baci…e vedete di farvi beccare stasera mila e shiro!!!
sennò mi state sulle palle pure voi!!!
pallangie
intanto a me non va di abbandonare il blog di nuovo.
e questo è un primo punto.
il resto…è…assurdo! ovvio che angelica si scandalizzi…ci mancherebbe!!!e non esiste minimamente il paragone con altre tipologie: è più grave per una serie di motivi.
non sono d’accordo. a prescindere.
sarà che la cosa spaventa anche me…ho affrontato il discorso con il mio uomo e lui si pone sulla mia stessa posizione (e per fortuna!) almeno al momento e con occhio al passato.
ma mai dire mai.
l’altra sera alla festa in piscina tipo gliel’hanno chiesto, io con la mia capacità di far finta di parlare con uno e in realtà ascoltare altri ho visto il suo rifiuto secco…ma cmq i dubbi e le ansie ci sono.
e se il biondo a maggior ragione è facilmente condizionabile…
sai cos’è?
è che qui secondo me non si tratta di gap generazionali…è vero, la diffusione ora è superiore…ma anche noi ne avevamo la possibilità, e qualcuno l’ha anche sfruttata.
e non troppo occasionalmente.
qui la questione sono i valori, i principi, l’integrità della propria persona.
la propria identità.
il punto è, come dici tu, quanto siete diversi.
non lo so piccolo, ti capisco e non sono brava a consigliarti.
a me una cosa così sono sincera manderebbe in pappa il cervello.
ma tu con lui ci hai parlato?
angosciangie
come le altre due volte: reiniziamo e non continuiamo.
io sono oberato di lavoro da una settimana, mi scoppia la testa (e pure le palle) e sono stato illuminato da una telefonata con roberto pietrucci, che alterna con disinvoltura perle di saggezza a cazzate madornali.
gli amici di jordan stanno prendendo la via del cocco. questo scandalizzerà angelica e pure vale quando lo leggono, ma il problema è enormemente più diffuso di quanto pensino (e se andiamo a vedere, anche non troppo più grave del fumo). comunque da fastidio anche a me. un po’ ho paura che riprenda pure lui con frequenza eccessiva (e per me anche una volta ogni tanto è eccessiva), non fortissimo di volontà specie nei contesti sociali. un po’ la cosa in sè mi da fastidio perchè è vero che sono meno tollerante con le cose che non conosco. ma soprattutto è perchè è forse la più forte dimostrazione esteriore della differenza e su tante cose lontananza tra di noi (obiettivamente, lui è giovane, io so vecchio).
la scommessa è se gli opposti si attraggono, la risposta dipenderà forse dal quanto siamo diversi, più che dal se.
comunque i giovani fanno veramente schifo
io penso a lui, gli voglio bene, gli risparmio gli scleri e le turbe di ciccio sull’organizzazione della sua festa di compleanno, salvaguardo casa sua, lo chiamo, lo curo, lo coccolo, lo consiglio saggiamente e lui…
lui mi maltratta, sbuffa, fa l’altezzoso e l’indispettito, dice “vabbè” e vuole riattaccare il telefono.
e questo solo perchè non mi andava di cenare con lui e la parigina.
sono una povera martire.
angie
secondo giorno di lavoro (…mmmh…lavoro!?!!?)…
e dai…proviamo a ricominciare qui.
sono successe infinite cose dall’ultima volta…ma davvero infinite!
le situazioni si sono stravolte, gli stati d’animo, le emozioni, persino le condizioni esterne sono cambiate radicalmente…
riepilogando:
carli: ormai da 2 anni in una relazione stabile con il suo biondo di cui lamentava in questo blog l’assenza di un reale interesse.
ebbene: ora convivono. ovviamente ci sono stati e ci sono tuttora alti e bassi, momenti altalenanti…….ma ripeto: ebbene ora convivono.
valina: è passata attraverso una serie di storie più o meno assurde e rocambolesche…dal millantatore sinistroide vagamente dissociato al coinquilino dalla iniziale dubbia eterosessualità, al bell’imbusto galante e fidanzato all’attore egocentrato conosciuto casualmente su un volo per parigi per arrivare al piccolo piccioncino salentino…il tutto innaffiato da una pioggerella di stefano qua e là ( e tra l’altro sicuro mi sarò dimenticata qualcuno!!!questi sono i più importanti!!!! ;p – c’è anche la parentesi argentina valentina mi amor!!!! -).
bene: l’ultima vacanza di apertura al mondo e alle nuove conoscenze si è conclusa con la capitolazione della cinica meloni. Abbandonati i discorsi razionali, concreti e lucidi, il loro posto viene lasciato ad un sorriso inebetito e fisso, a occhi a cuoricino, a risatine idiote, all’assenza di risposte a domande anche precise, a un totale rigetto della ragione in ogni sua forma…praticamente…è diventata me. ;p
è stupendo vederla così…ma di questo parlerà lei…
angie: e qui altro sconvolgente cambiamento. Da più di 1 anno in una relazione: la relazione più importante e bella della mia vita, quella con l’uomo che sono convinta sia l’uomo per me, edoardo.
Senza parlare di come, perché, senza tornare indietro nel tempo…
PUNTO 0.
Adesso i racconti partono da questo momento.
Via.
angie
e non mi informa più
ma questo coso é ancora qua?!
“ho pensato che era, quella che stavo facendo, una di quelle esperienze che quando si diventa adulti ci si ripete che si possono vivere solo da ragazzi, e mi sono chiesto perchè non si potessero ripetere anche dopo. i figli, il lavoro? secondo me il punto non era tanto che da adulti non si possono più fare certe cose, quanto piuttosto che non ha più senso farle perchè non si riuscirebbe comunque a ritrovare quella sensazione, che è data sì dall’incontro di qualcosa di nuovo ma anche e soprattutto dall’aver vissuto ancora poco. se si è vissuto molto, visto molto,è difficile che qualcosa ci sembri nuovo. perchè sarà quasi sempre possibile far rientrare quell’esperienza tra le categorie di altre cose che per noi sono già state nuove una volta. per questo si ha sempre meno speranza che possa accadere qualcosa di straordinario dietro l’angolo. troppe volte non è accaduto nulla, o quello che è accaduto si è rivelato non così straordinario. quella costante speranza e attesa di un’esperienza o di una persona che ci cambierà la vita chiarendoci finalmente il senso di tutto, il motivo per cui esistiamo, quella speranza e l’emozione che quella speranza porta con sè, è secondo me l’essenza dell’essere giovani. poi, immagino, si comincia a sospettare che ciò che è già avvenuto sia stato più straordinario e illuminante di quello che avverrà. anche semplicemente perchè, appunto, è sempre più difficile sperare di incontrare qualcosa di così diverso da stupirci e sconvolgerci.“
ho riportato fedelmente la pagina di un libro appena divorato.
dio quanto mi ci ritrovo.
angie
alla fine non riusciamo a tenere il ritmo.. tante cose cambiano.
vabbuó, giusto per non smentirmi oggi só stanco, riciclo un pó di materiale. anche perché secondo me ste due cornute col cavolo che hanno firmato..
http://www.gay.it/contaci/
(tutto é iniziato qua..)
http://www.lavoce.info/articoli/-categoria51/pagina1001518.html
http://www.lavoce.info/binary/la_voce/il_punto/interrogazione_parlamentare.1265729848.pdf
http://www.gay.it/channel/attualita/27948/Censimento-2011-coppie-gay-a-rischio-scomparsa.html
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/10/news/appello_gay_istat-2240271/
“Quando tu riesci a non aver più un ideale, perché osservando la vita sembra un’enorme pupazzata, senza nesso, senza spiegazione mai; quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò l’abitudine, che non trovi, e l’occupazione, che sdegni – quando tu, in una parola, vivrai senza la vita, penserai senza un pensiero, sentirai senza cuore – allora tu non saprai che fare: sarai un viandante senza casa, un uccello senza nido. Io sono così.” (L.P.)
come predicare sincerità verso gli altri e non riuscire ad esserlo fino in fondo con se stessi? come commettere errori con la consapevolezza di commetterli senza però assumersene altrettanto consapevolmente la responsalità?perchè tanta accortezza verso gli altri e così poca verso se stessi?come esser convinti che ogni individuo sia diverso da ogni altro e poi aspettarci che ogni individualità sia a nostra immagine e somiglianza?perchè palare agli altri di noi con la presunzione che possa interessare e che la sensibilità dell’interlocutore sia predisposta ad accoglierci?perchè esser sempre pronti ad avere il coraggio di offrirsi nudi e crudi a chiunque e non riservarsi a pochi?riferimenti plurali ma un unico IO enunciatore. che serataccia….scendo a fare due passi…
-valina
Pare evidente che il tempo è passato e tutti e tre abbiamo rigenerato un nuovo senso al blog rispetto quello di origine!
Nasceva per condividere e raccontare ciò che nella nuova esperienza di casa PM ci sarebbe accaduto NOoo?? e invece eccoci qui senza veri racconti, ma sempre con i soliti problemi, gli ormai certi dubbi, le identiche insicurezze, le nuove disillusioni.
Ogni nota nuova sembra il racconto di un terzo soggetto dell’ultima seduta dallo psicologo a cui di volta in volta a turno ci sottoponiamo.
Non basta raccontarci gli aggiornamenti passo passo…ce li scriviamo e commentiamo anche qui…come se qui fosse possibile comunicarli anche a chi davvero vorremmo li leggesse!! e invece no, siam sempre noi!
grigio antracite. il mio umore. il colore fuori dalla finestra. la sfumatura non ben definita di questa fase della mia vita. E ancora l’incapacità di usare gli altri colori della mia tavolozza per cambiare tono. Con sempre l’impressione nel cuore che accanto a me si nascondano i toni giusti che oggi non posseggo. E nel mentre su quelli che già ho e che, appagata, con slancio ogni tanto uso sembra cada poi improvvisamente acqua dall’alto per annacquarne l’intensità e riopacizzarne l’effetto. Ohi ma sarò mica daltonica???! bèh prima della visita dall’oculista inizio con la visita ai radicali questa sera. come dissi a carlo questa estate, sono stanca di esser concentrata sui miei problemi. tanto al di là delle energie che gli dedico sto imparando che a volte le soluzioni non dipendono solo da noi e a volte addirittura soluzione non c’è. Quindi per il nuovo anno porto con me la tavolozza, i colori già acquisiti e l’acqua caduta, ma provo a dipingere altro da me.
pare abbiamo ripreso…bene.
sono qui, voglia di lavorare zero, sonno massimo.
e inoltre dovrei riuscire a memorizzare quanto più possibile (nei limiti delle mie -scarse- capacità) del I atto de “l’importanza di chiamarsi Ernesto”.
e invece di concentrarmi mi distraggo e divago riflettendo su battute del tipo “Sembra che tu non ti renda conto che nella vita coniugale due è il deserto e tre è il numero perfetto”.
e se fosse così????
che dici carli???
in 2 troppe richieste, troppe aspettative, troppi malintesi…se invece si potesse disperdere la propria attenzione su due differenti individui…probabilmente riusciremmo ad essere felici con entrambi, non accorgendoci delle carenze, perchè chissà, magari, quello che non otteniamo da uno, ci arriva così, con naturalezza e senza bisogno di chiederlo dall’altro…e viceversa.
e allora niente più rimbrotti, niente desideri di cambiare chi ci è di fronte o di tollerare comportamenti che non ci piacciono: mi rende felice quello che fai? sì, ok bene. no? ok, tanto me ne vado dall’altro a farmi coccolare.
eh sì sai, forse sarebbe la soluzione ai nostri problemi.
ma inevitabilmente ne sorge un altro…se già non riusciamo a trovarne uno di soggetto interessante..come ne troviamo addirittura due!??!?!?!
angie
p.s.: carli nel pome mostra del dadaismo…ricorda!
tornare a scrivere, giá. oggi, voglia pari a zero. pensare fa male, scrivere fa male, rileggere fa male. é destino che questo blog cada nel vittimismo e nella pesantezza, ma bisogna pur ricominciare, e oggi sia. forse non é neanche male cristallizare certe cose: ho sbagliato e me ne devo rendere conto fino in fondo. di sicuro non rimarrá a monito per il futuro, ha ragione angie nel post precedente: le cose scritte diventano fredde. vabbeh almeno scrivo per accontentarla dai.
jordan é daccordo con me, me l’ha comunicato venerdí: pensa che desideriamo cose diverse. gli ho chiesto cosa desiderasse, e in cosa secondo lui differisce da ció che desidero io, visto che non é che parliamo (o ci capiamo) poi molto. Questa la lista che ne é uscita fuori:
1. sono troppo affettuoso/coccoloso. vorrebbe qualcuno piú freddo e dall’apparenza piú severa e matura. inoltre, vorrebbe passare piú spesso del tempo insieme in maniera piú distaccata, come degli amici piú o meno. (risposta: anch’io penso (e ho tentato) che dovremmo fare piú cose, diverse, insieme, invece di stare sempre in casa. ma lo spirito con cui andrei ad una mostra o a giocare a bowling non sarebbe mai quello di un amico, io non sono freddo, e avrei voglia di coccole anche nel mezzo del museo)
2. non gli piace che gli faccio regali costosi e non é daccordo che se mi chiede di vederci io sono pronto a disdire (o a non prendere) altri impegni. gli fa piacere vedermi, ma non sono la prioritá, e non vorrebbe esserlo per me. in particolare, gli dá fastidio e gli dispiace doversi negare agli amici per vedermi. (risposta: non mi sembra di essere un ostacolo a nessuna delle sue altre prioritá, mi dispiace che mi percepisca cosí, ma certo mi dispiace anche non essere la prima)
3. ci stiamo conoscendo (da 8 mesi e mezzo), siamo due individui, non capisce e non vuole ragionare come se invece fossimo una coppia. (a questo non ho risposto, non é affatto una cosa astratta, sta rispondendo alle questioni sollevate a dicembre. e comunque vale il giudizio generale alle tre: )
[...] e ‘l modo ancor m’offende.
tutto questo infarcito del fatto che vorrebbe peró far crescere il rapporto e arrivare dove desidero io, é solo una questione di tempi. e contornato dal pianto finale, suppongo scatenato dalla tensione, e dalla mia risposta ovvia: perché e come quello che non é venuto nei passati 8 mesi dovrebbe venire nei prossimi 8?
avanti il prossimo. tristezza.


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