consapevolezza

“Quando tu riesci a non aver più un ideale, perché osservando la vita sembra un’enorme pupazzata, senza nesso, senza spiegazione mai; quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò l’abitudine, che non trovi, e l’occupazione, che sdegni – quando tu, in una parola, vivrai senza la vita, penserai senza un pensiero, sentirai senza cuore – allora tu non saprai che fare: sarai un viandante senza casa, un uccello senza nido. Io sono così.” (L.P.)

18 settembre 2008. stop and go

come predicare sincerità verso gli altri e non riuscire ad esserlo fino in fondo con se stessi? come commettere errori con la consapevolezza di commetterli senza però assumersene altrettanto consapevolmente la responsalità?perchè tanta accortezza verso gli altri e così poca verso se stessi?come esser convinti che ogni individuo sia diverso da ogni altro e poi aspettarci che ogni individualità sia a nostra immagine e somiglianza?perchè palare agli altri di noi con la presunzione che possa interessare e che la sensibilità dell’interlocutore sia predisposta ad accoglierci?perchè esser sempre pronti ad avere il coraggio di offrirsi nudi e crudi a chiunque e non riservarsi a pochi?riferimenti plurali ma un unico IO enunciatore. che serataccia….scendo a fare due passi…

-valina

grigio antracite

 

Pare evidente che il tempo è passato e tutti e tre abbiamo rigenerato un nuovo senso al blog rispetto quello di origine!

Nasceva per condividere e raccontare ciò che nella nuova esperienza di casa PM ci sarebbe accaduto NOoo?? e invece eccoci qui senza veri racconti, ma sempre con i soliti problemi, gli ormai certi  dubbi, le identiche insicurezze, le nuove  disillusioni.

Ogni nota nuova  sembra il racconto di un terzo soggetto dell’ultima seduta dallo psicologo a cui  di volta in volta  a turno ci sottoponiamo.

Non  basta raccontarci gli aggiornamenti passo passo…ce li scriviamo e commentiamo anche qui…come se qui fosse possibile comunicarli anche a chi davvero vorremmo li leggesse!! e invece no, siam sempre noi!

grigio antracite. il mio umore. il colore fuori dalla finestra. la sfumatura non ben definita di questa fase della mia vita. E ancora l’incapacità di usare gli altri colori della mia tavolozza per cambiare tono. Con sempre l’impressione nel cuore che accanto a me si nascondano i toni giusti che oggi non posseggo. E nel mentre su quelli che già ho e che, appagata, con slancio ogni tanto uso sembra cada poi improvvisamente acqua dall’alto per annacquarne l’intensità e riopacizzarne l’effetto. Ohi ma sarò mica daltonica???! bèh prima della visita dall’oculista inizio con la visita ai radicali questa sera. come dissi a carlo questa estate, sono stanca di esser concentrata sui miei problemi. tanto al di là delle energie che gli dedico sto imparando che a volte le soluzioni non dipendono  solo da noi e a volte addirittura soluzione non c’è.  Quindi per il nuovo anno porto con me la tavolozza, i colori già acquisiti e l’acqua  caduta, ma provo a dipingere altro da me.

riflessionando

pare abbiamo ripreso…bene.

sono qui, voglia di lavorare zero, sonno massimo.

e inoltre dovrei riuscire a memorizzare quanto più possibile (nei limiti delle mie -scarse- capacità) del I atto de “l’importanza di chiamarsi Ernesto”.

e invece di concentrarmi mi distraggo e divago riflettendo su battute del tipo “Sembra che tu non ti renda conto che nella vita coniugale due è il deserto e tre è il numero perfetto”.

e se fosse così????

che dici carli???

in 2 troppe richieste, troppe aspettative, troppi malintesi…se invece si potesse disperdere la propria attenzione su due differenti individui…probabilmente riusciremmo ad essere felici con entrambi, non accorgendoci delle carenze, perchè chissà, magari, quello che non otteniamo da uno, ci arriva così, con naturalezza e senza bisogno di chiederlo dall’altro…e viceversa.

e allora niente più rimbrotti, niente desideri  di cambiare chi ci è di fronte o di tollerare comportamenti che non ci piacciono: mi rende felice quello che fai? sì, ok bene. no? ok, tanto me ne vado dall’altro a farmi coccolare.

eh sì sai, forse sarebbe la soluzione ai nostri problemi.

ma inevitabilmente ne sorge un altro…se già non riusciamo a trovarne uno di soggetto interessante..come ne troviamo addirittura due!??!?!?!

angie

p.s.: carli nel pome mostra del dadaismo…ricorda!

la veritá é che non gli piaccio abbastanza

tornare a scrivere, giá. oggi, voglia pari a zero. pensare fa male, scrivere fa male, rileggere fa male. é destino che questo blog cada nel vittimismo e nella pesantezza, ma bisogna pur ricominciare, e oggi sia. forse non é neanche male cristallizare certe cose: ho sbagliato e me ne devo rendere conto fino in fondo. di sicuro non rimarrá a monito per il futuro, ha ragione angie nel post precedente: le cose scritte diventano fredde. vabbeh almeno scrivo per accontentarla dai.

jordan é daccordo con me, me l’ha comunicato venerdí: pensa che desideriamo cose diverse. gli ho chiesto cosa desiderasse, e in cosa secondo lui differisce da ció che desidero io, visto che non é che parliamo (o ci capiamo) poi molto. Questa la lista che ne é uscita fuori:

1. sono troppo affettuoso/coccoloso. vorrebbe qualcuno piú freddo e dall’apparenza piú severa e matura. inoltre, vorrebbe passare piú spesso del tempo insieme in maniera piú distaccata, come degli amici piú o meno. (risposta: anch’io penso (e ho tentato) che dovremmo fare piú cose, diverse, insieme, invece di stare sempre in casa. ma lo spirito con cui andrei ad una mostra o a giocare a bowling non sarebbe mai quello di un amico, io non sono freddo, e avrei voglia di coccole anche nel mezzo del museo)

2. non gli piace che gli faccio regali costosi e non é daccordo che se mi chiede di vederci io sono pronto a disdire (o a non prendere) altri impegni. gli fa piacere vedermi, ma non sono la prioritá, e non vorrebbe esserlo per me. in particolare, gli dá fastidio e gli dispiace doversi negare agli amici per vedermi. (risposta: non mi sembra di essere un ostacolo a nessuna delle sue altre prioritá, mi dispiace che mi percepisca cosí, ma certo mi dispiace anche non essere la prima)

3. ci stiamo conoscendo (da 8 mesi e mezzo), siamo due individui, non capisce e non vuole ragionare come se invece fossimo una coppia. (a questo non ho risposto, non é affatto una cosa astratta, sta rispondendo alle questioni sollevate a dicembre. e comunque vale il giudizio generale alle tre:      )

[...]  e ‘l modo ancor m’offende.

tutto questo infarcito del fatto che vorrebbe peró far crescere il rapporto e arrivare dove desidero io, é solo una questione di tempi. e contornato dal pianto finale, suppongo scatenato dalla tensione, e dalla mia risposta ovvia: perché e come quello che non é venuto nei passati 8 mesi dovrebbe venire nei prossimi 8?

avanti il prossimo. tristezza.

ci riproviamo??

È trascorso un anno…

È decisamente troppo tempo.

Troppo per non scrivere, per tacere, per non confrontarsi con le parole nere su bianco così, come vengono.

Di cose ne sono successe tante, davvero tante.

Carli nel mentre si è addirittura fidanzato!!

(io no…ma quello sarebbe stato davvero esagerare!)

Provare anche solo a delineare in pochi tratti gli eventi piacevoli e non intercorsi credo sia inutile, oltre che privo di senso…sarebbe un’immagine fredda, lucida, forse distaccata…e non serve.

Ripartiamo da oggi.

Almeno io.

Oggi 18 gennaio 2010.

E tutti i buoni propositi del nuovo anno.

Ieri rientravo in pullman da teramo…accanto a me si è seduto un tipo carino, credo studente di medicina, e niente, non ce l’ho fatta.

Ci ho provato, giuro, ci ho provato, ma ero come bloccata.

Non so il motivo…la sensazione nell’aria era di reciproca curiosità, eppure anche da parte sua percepivo freni, imbarazzo, tentativi di comunicazione soffocati.

Ed è finita così, con un sorriso ed un ciao all’arrivo alla stazione…e il sentore di occasione persa.

Perché????

Sono così straripante di intenzioni positive, di autoconvincimento alla necessità di cambiare, di modificare almeno in parte la me stessa di oggi, di cercare di scalfire la corazza sempre più spessa che mi sono creata, di provare a far entrare le persone in contatto con chi sono e non con chi sembro essere…e poi quando al di là di tutti i discorsi, di tutte le parole, ho la possibilità di mettermi realmente alla prova, fallisco miseramente.

Non ci riesco.

Non riesco ad aprirmi.

E credo in parte di attribuirne la colpa agli ultimi anni, agli eventi che mi hanno così indurita…

E credo anche che l’assenza di risposta ad un messaggio inviato seppure assolutamente d’istinto, comunque con un grande sacrificio, abbia riaperto e fatto sanguinare vecchie ferite…e mi abbia fatto rinchiudere di nuovo, un po’ di più.

Forse per questo ieri ero inerme col mio sconosciuto…

Chissà…intanto stasera me ne vado a teatro.

E intanto almeno una finestra con me stessa e col mondo, scrivendo qui, l’ho socchiusa…

tanto sonno

giornata piena. lavorativamente e emotivamente. sistemo l’ultima stima, ché il computer la faccia di notte, ma è una scusa. fa piacere tornare a scrivere, anche se ho già ripreso la piega prima della pausa-emorroidi. (anche kristian, l’altro allievo finocchio di marcella, si è ri-lasciato e si è fatto operare 3 volte in 2 giorni per le emorroidi. fosse lei che porta sfiga?)

uff invece di scrivere qui, dovrei rispondere a Saulo, che dice che sono troppo picky, e ad angie, che dice che mi piace farmi i romanzi. mi sa che c’è poco da rispondere. in compenso mi son beccato un ragazzino, e mi sa che mi sta bene così (anche se il romanzo andrà avanti ancora un pò, credo sia uno spartiacque). ieri pensavo che crescere (invecchiare) implica anche prender coscienza dei propri limiti. o forse accettarli. mi dovrei allora unire al cheppalle di angie.

tesi da consegnare ad aprile. stress in vista.

 

- allettarlo

ricominciamo

sono stanco e domattina ci sono esami, ma non ho ancora sonno e forse è il momento giusto per ricominciare a scrivere. ora che più nessuno legge. non dovrei più darlo in giro sto blog, mi censura scrivere e diventa un modo per comunicare più altro (poi, nelle mie mani, che comunico anche quando sono in bagno)

è stata una buona giornata: la cena di facoltà (di benvenuto dei nuovi arrivati, e di commiato dei vecchi) non è andata così male: qualche giovane c’era, ed è venuto a chiacchierare un attimo il prof del concorso, mi ha fatto molto piacere che sia ancora convinto della sua scelta. con angela, forse ci rispostano l’articolo del 2007 sulla rivista migliore del gruppo dove l’abbiamo mandato, inspiegabilmente quindi probabilmente (la fortuna aiuta gli audaci?)

mi sono preso una cotta adolescenziale. ci scherzo sù, specie con l’interessato, ma in realtà continuo a pensare che sia l’unico approccio giusto (per me) all’amore. penso realisticamente di non esser ricambiato, anzi così mi dice, e angela e angie vogliono che vado avanti lo stesso. per motivi diversi, angela perchè odia il mio approccio all’amore (e perchè non si sa mai), angie perchè -ha ragione- non posso sempre scappare. (anche se non vedo perchè dovrei combattere battaglie che so già perderò). 

nel frattempo vale -oggi- mi chiede se magari ci starebbe pure, ma vuole farmi capire che non posso presentarmi con l’approccio arrogante e spavaldo, mentre ieri commentava stupita (dopo la terza volta che riprendevo l’argomento in mezz’ora) ha commentato “ah ma allora ti piace davvero! io pensavo fosse l’ennesima sfida”.  ecco, nessuno è un buon Sherlock Holmes di sè stesso, ma direi che forse è bene che ricominci a scrivere su sto blog, se questo è come mi vede che mi sta più vicino, mi sembra che di food for thought ce n’ho.

 

notte a tutte/i   (a me)

 

-  addormentarlo

lunedì…riinizia la settimana…riinizia il blog??

eccomi…

sono riapparsa a questa finestra virtuale sul mondo, avrei tante cose da dire, tanti pensieri, tanta rabbia e infinite altre sensazioni contrapposte, potrei scrivere per ore…

quest’ultimo periodo è stato ancora più strano, se possibile, del precedente…i rapporti cambiano, si delineano assumendo nuove forme e immagini, ma io non voglio che succeda…

mi sembra di essere ogni giorno sempre più incanalata nell’età adulta, dove ognuno ha la sua vita, la sua totale indipendenza, autonomia, e camminando il suo percorso singolo sfiora e a brevi tratti si accavalla a quello degli altri. non sento più la condivisione totale, il vivere le stesse esperienze in maniera diversa, per poi poterne parlare, non vedo più la partecipazione e la condivisione totale: vedo il raccontarsi, il provare a fare riassunti coincisi ed esaurienti su ciò che ci accade, senza più viverlo e condividerlo in tempo reale. provo a pensare che sia giusto così, che sia il naturale evolvere delle cose, ma ho difficoltà a realizzare, e forse lo sto facendo ora per la prima volta, il fatto che la mia esistenza sia scissa rispetto a quella dei miei amici, che ognuno di noi abbia il suo mondo a prescindere dagli altri…

è un discorso malato forse, forse una rinascita e un’accettazione del cambiamento.

non lo so, in parte è anche interessante, stimolante l’idea della propria individualità…dall’altra mi spaventa il fantasma della assouta indipendenza, labile il confine con la solitudine…

continuo ad essere delusa da chi mi circonda, spesso, mi guardo intorno e non mi piace la maggior parte delle cose che vedo…ma il problema è nelle cose oppure in me? nella mia incapacità di evolvere col contesto o forse nel mio eccessivo cambiamento per le esperienze passate?

mi sento aggressiva e inerme, sola ma incapace di reagire e pigra io per prima…

bu.

la settimana è finita male, iniziata peggio…uggiosa.

stasera auditorium con carli, non vedo l’ora. sperando di non addormentarmi sulla poltrona!

 avrei miliardi di cose ancora da dire, ma ho anche (ancora) un lavoro…è il caso che inizi pure quello oggi.

 a.

senza parole

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ormai sto blog è abbandonato a sè stesso..

distrutto.
riemergerò? non temo più il mobbing, nessuno può farmi soffrire come la prima settimana del 2009.

ho deciso: passeggerò distratto a piazza navona, se qualche maga mi dice perchè ho bisogno di proteggermi dal malocchio, la lascerò fare.

- primum vivere, deinde filosufare

esperimento sociale

non è un’idea mia, ma eccomi qua: da questo momento, ho deciso di non riconoscere più il matrimonio, perchè confligge con i miei valori.

 

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impeccabile

- lottarlo

ancora raffreddato

in un mese sono invecchiato di 10 anni. non ho ancora voglia di riconominciare a scrivere. solito tran-tran regalizio.

basterà riportare e concordare con ratzi: per Ratzinger, ”cio’ che spesso viene espresso ed inteso con il termine ‘gender’, si risolve in definitiva nella autoemancipazione dell’uomo dal creato e dal Creatore. L’uomo vuole farsi da solo e disporre sempre ed esclusivamente da solo cio’ che lo riguarda”.

 

- otturarlo

perchè le belle e le brutte notizie vengono tutte insieme, a grappoli?

ci sono cose che non so gestire. ahivoglia angie a dire che dobbiamo rilassarci ed essere fisici (e mi sembra di esserlo molto, scrivo sul blog proprio per costringermi a pensare almeno 5 minuti al giorno), ma certe cose non le so gestire pensando, nè non pensando. nonna, per esempio, o il pessimo ambiente a lavoro, un sacco di cose dovrebbero succedere subito, senza attese estenuanti.

mo ce n’è un’altra, ma non ho voglia di scriverne finchè non ci penso un secondo. nel frattempo, lascio a futura memoria lo sbigottimento di angie quando ho detto la frase per me più scontata e banale del mondo: non ho una relazione con Paolo, e non ne voglio (più?) avere, ma se mi dicesse di non vedere qualcuno lo farei all’istante. non vedo cosa ci sia di strano nel fatto che l’amore dura per sempre. non vuol dire che non sarò mai legato a nessun altro, ma che (anche) a lui sarò legato finchè vivo, e lo trovo normale, nell’ordine delle cose. ci si può non voler più vedere, e anche fare molto del male, ma cocciuti come siamo, non per questo finisce l’amore.

e non cercare di negare, o tiro fuori esempi tratti dalla tua vita  :p

 

- rintronarlo

back to life?!!?

rieccomi…dopo settimane di silenzio…settimane cupe davvero.

buone notizie?bu…sono in CAI…può essere considerata tale?!?! anche stavolta incapace di prendere una decisione per me stessa, in balia delle scelte altrui e di quello che molto vigliaccamente si chiama destino, come se qualcosa fosse già scritto, come se noi con le nostre azioni non potessimo almeno in minima parte modificarlo…continuo ad essere trascinata dalla corrente, a essere in balia dell’evolvere degli eventi.

penso che le certezze nella vita siano fondamentali, positive o negative che siano, consentono quantomeno di stabilire le mosse successive…il dubbio, l’attesa non sono gestibili…o per lo meno io non sono in grado di gestirli.

penso che dovrei guardare alle cose con maggiore cinismo e concretezza, ma è proprio contro natura.

per il resto…qualcosa si muove, ma anche qui, non mi va di analizzarlo. sto bene, e finchè è così,  finchè questa situazione non mi crea ansie o problemi, ma mi distrae, mi offre una valvola di sfogo (…e di coccole soprattutto…) non ho intenzione di smuoverla o di analizzarla in alcun modo…

basta.basta coi pipponi, con lo psicologismo, basta a studiare, sviscerare e comprendere le alternative fino a scartarle a priori solo perchè non corrispondono esattamente agli schemi precostituiti che ci siamo fissati in mente.

basta con l’intellettuale…FISICO!!!!

alè.

carli è triste e combattuto…valina desaparecida…io mas o menos…è proprio vero…anno bisesto anno funesto…grande la saggezza popolare!

e speriamo nel 2009!!!!

angie

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