Archivio per 14 febbraio 2010

condividendo con voi letture e pensieri…

“ho pensato che era, quella che stavo facendo, una di quelle esperienze che quando si diventa adulti ci si ripete che si possono vivere solo da ragazzi, e mi sono chiesto perchè non si potessero ripetere anche dopo. i figli, il lavoro? secondo me il punto non era tanto che da adulti non si possono più fare certe cose, quanto piuttosto che non ha più senso farle perchè non si riuscirebbe comunque a ritrovare quella sensazione, che è data sì dall’incontro di qualcosa di nuovo ma anche e soprattutto dall’aver vissuto ancora poco. se si è vissuto molto, visto molto,è difficile che qualcosa ci sembri nuovo. perchè sarà quasi sempre possibile far rientrare quell’esperienza tra le categorie di altre cose che per noi sono già state nuove una volta. per questo si ha sempre meno speranza che possa accadere qualcosa di straordinario dietro l’angolo. troppe volte non è accaduto nulla, o quello che è accaduto si è rivelato non così straordinario. quella costante speranza e attesa di un’esperienza o di una persona che ci cambierà la vita chiarendoci finalmente il senso di tutto, il motivo per cui esistiamo, quella speranza e l’emozione che quella speranza porta con sè, è secondo me l’essenza dell’essere giovani. poi, immagino, si comincia a sospettare che ciò che è già avvenuto sia stato più straordinario e illuminante di quello che avverrà. anche semplicemente perchè, appunto, è sempre più difficile sperare di incontrare qualcosa di così diverso da stupirci e sconvolgerci.

ho riportato fedelmente la pagina di un libro appena divorato.

dio quanto mi ci ritrovo.

angie



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