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diversivo

oddio, ho le manintasca!  che figura..

 

 

 

- vistochenonsonosempretristarlo?

paura, eh?

l’ultimo blog prima di tornare a casa.

sono un sacco stanco e non scriverò molto, ma sembrava brutto andar via senza. il convegno è andato bene: abbastanza divertente e piacevole, e ho mangiato come un porco (tutto catering dell’Hilton, è piaciuto agli ospiti..). 

speriamo che domani non ci siano problemi, eventualmente angie chiami giorgia e ci vediamo per un prematuro aperitivo.

saluti e baci a tutti, madrepatria arrivo

 

- fine di korearlo

convenzioni

le seguenti sono isole o attraversamenti pedonali:

 

 

diario del capitano

data australe 20081021.

dunque i miei torturatori non sono affatto mandrie di conservatori imbufaliti. come atteso, la maggioranza sono donne (quindi imbufalite, ma non le lesbiche incazzate anni ’70), e quando (su una dozzina di invitati alla cena) mi son dichiarato sorpreso di vedere altri 3 uomini  loro mi hanno risposto “anche noi di vedere te”. sembra comunque che posso dire quel che mi pare (salvo farmi deportare in Corea del Nord)  (apropos, l’ambiasciata USA non mi ha più chiamato per fare il famoso tour nella zona di confine. avranno scoperto che sono un pericolo sovversivo)

loro sono alla fine la lega di femministe che immaginavo, ma più giovani e organizzate in un istituto pubblico di ricerca, e hanno irretito un paio di funzionari del ministero dell’economia. forse per questo hanno una barca di soldi per questo convegno. 

vi prego di constatare che quella sotto è la prima pagina del mio intervento: ora ho scritto un articolo in coreano :)

 

non vedevo l’ora di venire all’Hilton di Seoul per mangiare (ieri a cena) in un ristorante italiano. però l’altroieri ho mangiato finalmente la famosa carne al barbecue, che marcella mi aveva tanto propogandato prima della partenza. in effetti è buona. non mi era concessa prima perchè la fanno in pochi ristoranti e perchè la servono solo in porzioni da due (ho provato a ordinarla lo stesso, ma un noto comandamento confuciano detta “non mangerai da solo ciò che è cucinato per due”, e non hanno mai accettato di portarmela finora).

 

 

ho provato la colazione all’Hilton. Scusa Paris, non sarò più cattivo con te!!

 

-carletto

shock (x2)

 

anche qua c’è la moda tra i giovani dei jeans un pò larghini e un pò calati (ma meno che in Italia). un ragazzo si è stiracchiato alzando le braccia e ah! ho scoperto che alcuni coreani (almeno uno) hanno peli sullo stomaco (quelli che partono dall’inguine e salgono).

 

ora, prego voi tutti di valutare il numero di inconvenienti che il seguente livello dell’acqua può generare:

 

 

- carlino

guida comparativa

comunque, c’è una sola tv in stanza (nell’altro hotel 2), il cavo internet solo sulla scrivania (nell’altro anche vicino al letto), la vista è meno carina (ma ci sono più negozi nei dintorni), e la stanza più piccola, ma più lussuosa e con bagno finalmente all’altezza. mi hanno dato un bigliettino, con scritto che l’Hotel ha un regalo per me, uh! che bello.

 

 

perchè gli asiatici sono così magri?

guardate la foto qui sotto: perchè il mondo lo sappia, un pescetto costa 300 Won.

 

(nota: il cartello dice che 3 costano 1000)

ah, l’amour

 

ho lasciato la limo all’altro hotel, e arrivare a piedi all’Hilton è un casino (salita imperivia, vietta introvabile, gente strana e rifiuti), per fortuna sono arrivato tutto sudato, con il mio zainetto e le scarpe verdi, cosicchè ho potuto accentrare sufficientemente l’attenzione su di me, e sorridere bellissimo e falsamente emozionato.

 

- korearlo

finally Paris

 

da oggi anche io contribuisco alle finanze di Paris. francamente non vedevo l’ora. credo però ci siano due Hotel Hilton a Seoul, e io sto in quello un pò meno luxury, uffa.

 

 

(la vista dalle due stanze)

la nota di costume, 2

 

in korea cibo e fritto sono sinonimi. per strada si trovano le seguenti cose (inutile separare tra dolce e salato, sono alternativamente entrambe):

 

 

tipico commerciante (ambulante) coreano:

la parentesi di costume, 1

 

il cibo coreano è abbastanza deludente: troppo piccante perfino per me, un pò sciapetto (insomma pare quando cucina vale), poco vario nelle ricette e ancora meno negli ingredienti. eppure ho cercato di mangiare nelle peggiori bettole, indicando a casaccio ciò che volevo (o lasciando che facessero loro).

 

domani incontro i conferenzieri

apprendo che forse la tipa che organizza la conferenza è donna. forse sono tutte donne e sarò una specie di bimbo alieno tra le radicalfemministe del Paese conservatore, vediamo. comunque un pò la cosa mi tranquillizza.

eppoi quantomeno sono meno razzisti dei giapponesi, almeno i giovani:

 

mai provato a fare dolci, invece che con la farina, col riso? lasciate perdere, fanno shifo (foto sotto).

she is fabulous

 

secondo la Lonely Planet, se qua mi passano davanti in fila è perchè non ho un posto nella gerarchia sociale, quindi socialmente non esisto.

 

a tavola devo stare attento a non iniziare nè finire di mangiare prima degli uomini più anziani di me, non devo riempirmi il bicchiere ma riempirlo agli altri ed aspettare che lo facciano per me, non posso soffiarmi il naso, devo lasciar pagare loro, non lasciare mai una mancia, e non mi è chiaro come ci si regola per andare in bagno.

in tutto questo gli organizzatori non hanno ancora ben capito che ho 27 anni, inizio un pò a preoccuparmi per come il Paese più confuciano dell’Asia prenderà questo bambino occidentale che viene a parlare di uguaglianza tra uomini e donne..

 

-karletto

:)

va bene lo confesso. al di là del post precedente, la giornata è migliorata perchè queste bambine qua sopra mi hanno strillato “hello! ..  you’re handsome!”

hello! nice to meet you!

 

I koreani sono molto socievoli, specie le koreane e i bambini. Se ne deduce che le bambine koreane sono mignotte.

Quando vado all’estero mi rendo conto di essere la personificazione dello stereotipo italiano (gli italiani sono castani e più bassi, ma all’estero non lo sanno):

1. ho la panzetta (buono: qui è di moda Buddha)

2. sorrido e saluto (ottimo: permetto di far sfoggio delle 3 frasi conosciute in inglese “hello! nice to meet you!” “where are you from?” “what’s your name?”.  un pò personali, in verità..)

3. sono peloso (per capire quanto questo ecciti le donne e le checche asiatiche andate a vedere cosa facevano nel XVIII-XIX secolo le signorotte borghesi e aristocratiche europee e americane coi selvaggi delle colonie)

 

di conseguenza, le ragazze mi guardano. visto che siamo in un paese improntato al confucianesimo, ciò è disdicevole. (guarda la tipa là sotto come si avvicina con la scusa della foto)  però i bambini che mi salutano in continuazione hanno dato una svolta davvero piacevole alla vacanza.


 

da molti punti di vista la Korea del Sud somiglia al Giappone (ma va?). aperti alla modernità forzatamente e improvvisamente (loro ad opera principalmente dei giapponesi, i giapponesi ad opera di inglesi e americani, ma nello stesso modo: guerra, apertura con la violenza dei porti e delle rotte commerciali, invasioni di prodotti e stile di vita), hanno abbracciato la modernizzazione capendo che era l’unico modo per sopravvivere alle invasioni dall’esterno, più che per il miglioramento delle condizioni di vita.

la vita della popolazione è sostanzialmente irrilevante: al di là della democratizzazione “all’esterno” delle persone, socialmente i Paesi rimangono feudali e fortemente gerarchici, e il comportamento è invicibilmente regolato dall’esterno, nelle grandi scelte come nelle piccole. l’individuo esiste in quanto membro di una famiglia. lo scopo della vita dell’uomo (del figlio maschio) deve essere l’onore e il prestigio della famiglia, attraverso l’arricchimento, il matrimonio giusto, la condotta morale. Ovviamente la donna “amministra gli affari” di casa.

 

però sembrano meno razzisti, meno irrigiditi e più socievoli dei giapponesi, specie quando bevono. e forse c’è un pò di movimento culturale. non so bene qual è il rapporto tra confucianesimo o scintoismo e buddismo (mi sembra che in giappone i buddisti non fossero proprio accettati, fino al secolo scorso), però forse il fatto che quest’ultimo si concentra tanto sull’interiorità e poco sulla società lo rende più compatibile con società così autoritarie di quanto non sarebbe il cristianesimo.

(sotto: due dei 7 castelli imperiali)

 

 

bisognava prenotare, ma forse riesco a passare una giornata in un tempio: arrivo alle 14, preghierà, thè, a letto alle 21, sveglia alle 3.30, preghiera, colazione alle 6, lavoro, preghiera. mm proprio ciò che mi serve.

se no vado al confine con la Korea del Nord, c’è una fascia di 4 km demilitarizzata, e un punto di confine coi soldati faccia a faccia. vediamo che se po’ fa.

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