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narcisismo

facecoso: test del signor Tumino, “quale personaggio di via vetulonia sei?”  (è casa di angie)

due domande sulle pulizie: ho messo la tipologia “pulisco perfettamente le superfici visibili così da non incorrere in rotture di coglioni”, invece che “io queste cose pago qualcuno per farle”. non mi ha beccato qua.

due domande sul cibo: piatto preferito, “calamaro ripieno del ristorante siciliano”, potrebbe anche essere angie. modalità cena, “invito qualcuno a cucinare e mi ubriaco prima del secondo”, questa è angie, io spesso cucino.

domenica pomeriggio: “partita e poi shopping”, ok sono io, ma una su 8…

domanda “ti piace qualcuno: tecniche di rimorchio?”: ingenuo, ho cliccato su “rimorchio? na, io vado e prendo”. fregato. come mettere valentina davanti un barattolo di nutella. 

vabbeh sarà per la prossima, intanto ho scoperto come mi vede il signor Tumino, non è male direi..

 

- individuarlo

nell’ufficio di marcella, aspettando che torni…

è proprio il momento del pippone sull’amore: nessuno legge nè scrive, e io mi dedico alla riflessione.

dunque, il principo azzurro non esiste.

gli esseri primitivi, come gli esseri umani, hanno poca fantasia. ciò che conoscono meglio (nella forma esteriore) è sè stessi, e dunque applicano questo stampino a tutto il mondo circostante. piove: sarà una divinità (antropomorfa) che così vuole.

la personificazione si estende dagli oggetti inanimati (feticismo) agli esseri viventi (con la gente che parla agli animali domestici), financo alle idee astratte, con l’invenzione di divinità umaniformi per la bellezza, la fortuna, la guerra. quest’ultimo è il caso del principe azzurro: il chiaro figuro è la personificazione del desiderio di un cambiamento radicale, di una vita migliore. espresso nella forma di qualcuno che venga a rendercela tale. 

dunque. il principo azzurro non esiste, e anche ammesso che io voglia sentirmi biancaneve, è noto che i nani ce l’hanno più grosso. allora che si fa?

un’opzione è l’approccio “realista”, che nella versione radicale è ogni tanto abbracciato da angela (ma ogni tanto no). tanto vale essere razionali, e riconoscere che non c’è nessuno privo di difetti che possa radicalmente cambiare la nostra vita, e la versione da scuole medie dell’uomo che abbia sì difetti, ma proprio quelli che io meglio tollero è solo un sofismo medievale (nel senso di chi non ha ancora capito cos’è il relativismo). scegliere il meno peggio è dunque la soluzione: andarsi a capare chi può darci ciò che cerchiamo, anche se da principio non apparrà come il principe azzurro. poi, vuole la teoria, il sentimento non può che crescere e l’omino in questione un principe almeno azzurrino finisce per diventarlo.

ovviamente non può essere la soluzione per me. non tanto per l’insofferenza alla razionalità di cui scrivevo qualche giorno fa, che mi porta a desiderare la libertà di comportarmi istintivamente almeno nei due ambiti dell’amicizia e dell’amore. quanto proprio perchè la strizzata dello stomaco e la shackerata degli organi interni, che lo schiaffo della passione sa dare, è una componente fondamentale della mia felicità. “accontentarsi” non mi renderebbe felice, neanche col passare del tempo, perchè non credo che il sentimento possa effettivamente crescere dopo: se ne aggiungono altri complementari, questo sì (l’affetto, il senso di possesso e quello di condivisione, la serenità della certezza, l’abitudine, …), ma -almeno nella mia testa- la passione, o c’è dal primo minuto o non c’è. 

mi si obietta che è una felicità transitoria e superficiale. che la passione prima o poi necessariamente scompare, non integrata ma sostituita dagli altri sentimenti di cui sopra. non credo sia necessario e inevitabile. la passione può continuare, se opportunamente coltivata: non ne ho le prove, ma preferisco rischiare.

che sia superficiale è vero, ma è proprio questa la morale della fiaba. la mia vita finora mi è proprio piaciuta (e sono infatti anche pronto a morire, questa cosa non la capisce mai la gente): tutto può migliorare, ma sono pronto a lavorare io per provarci, senza aspettare che tra le braccia mi cada un muratore carino dall’impalcatura. il cambiamento radicale, la rivoluzione della vita, è effettivamente possibile, e può portarla una nuova conoscenza, ma è una rivoluzione “superficiale”, negli occhi di chi guarda, non nella realtà del mondo. anche così, comunque, mi sembra del tutto sufficiente.

 

- ricercarlo (non ancora, non sono pronto)

 

 

ratzinger_thumb

pausa dallo studio

una decina di giorni: è il momento di parlare di Diego. 

Chiaramente, ho sbagliato valutazione: la verità è che mentre uno/due mesetti fa mi dedicavo a soppesare i rischi, in realtà una parte di me non considerava realistica l’ipotesi che qualcuno dopo avermi conosciuto potesse rifiutarmi (a parte tristan, ma sempre in maniera ambigua, temporanea, incomprensibile, combattuta). dunque devo ammettere che la superbia non è un problema perchè mi fa apparire antipatico a qualcuno, ma perchè può portare a scelte sbagliate.

in realtà però era sbagliata la domanda: dato che la cosa si trascinava da un annetto, e che non ce la faccio più a essere dannatamente solo, mi chiedevo se dovessi provarci, quando avrei dovuto chiedermi come e quando.

per un attimo c’ho pensato per la verità, ma mi son subito fermato in nome della spontaneità e del non permettere ulteriormente a mia cugina di considerarmi una cortigiana calcolatrice o una specie di dongiovanni. continuo a sognare, in maniera adolescenziale, come sottolinea angela, di potermi comportare spontaneamente (la prossima volta scriverò) ma in effetti qualche ragione angela ce l’ha. non posso aspettarmi da qualcuno qualcosa che non può darmi, o continuerò a prendere palate sui denti. ora, lei sostiene che, per istinto di sopravvivenza o per la radice egoista dell’affetto, inevitabilmente se ci lasciamo andare finiamo per innamorarci di chi può darci ciò che cerchiamo: non c’è dunque contraddizione tra razionalità e istinto.

più che una soluzione mi sembra che sia un modo per rimuovere già dalle ipotesi il problema. per altro, l’ipotesi è sbagliata: l’istinto si è formato in decine di millenni, mentre la società moderna segue categorie sviluppate non più di 2-3 millenni fa. è troppo presto per immaginare che il nostro istinto sia razionale, ovvero adatto alle condizioni in cui viviamo. inoltre, ho sempre contestato che “l’istinto” (troppo spesso una scusa per non parlare di qualcos’altro) debba necessariamente implicare l’istinto di conservazione dell’individuo e non, ad esempio, della specie. Insomma, “lasciandomi andare” mi sembra di essere sufficientemente attratto da una precisa categoria di ragazzi (magari con le eccezioni tristan e saulo), precisamente quella che non può darmi ciò che desidero (o che, peggio, se me lo dà sarà poi frustrata a 30 anni per non aver fatto ciò che doveva a 20).

rimane la speranza nella botta di culo. del resto se due eccezioni finora ci son state, ce ne possono tranquillamente essere altre, perchè metter freno alla mia depravazione. intanto, confesso, anche il modo in cui con diego non ho utilizzato le basse macchinazioni di cui sono capace è un sintomo dell’alterigia: offeso della lesa maestà del rifiuto, mi sono spontaneamente consegnato alla ghigliottina, convinto che fosse la francia a perdere un buon re. in effetti, come negarlo?  :p

 

- impegnarlo

cosaaaa???

 

angie questi sono mezzucci per attrarre l’attenzione. sappiamo tutti che è fisicamente impossibile che tu trombi più di due volte all’anno.

 

 

- realisticarlo

allora è vero che è l’odore

 

dimenticavo, mentre il numero su internet/msn cresce, si è rifatto vivo tristan. un solo commento: sdeng.

 

- corteggiarlo

sic transit gloria mundi

motorino, pioggia, iPod. finalmente una giornata inizia bene. mm in realtà è appena finito uno dei consigli di facoltà più noiosi della storia (non che di solito siano divertenti), ma dura ancora l’effetto-marcella. se non ci fosse bisognerebbe inventarla. le bastano due parole per ricordarmi chi sono, e qual è il mio posto nel mondo (in positivo, e in negativo). eppoi mi sento circondato di affetto materno, e protetto  :)

ok, non è automaticamente passato tutto, e la dieta ancora non ho l’umore per iniziarla, però stasera inizio rugby, e per fortuna piove. 

grandi decisioni: la consegna della tesi slitta ad aprile, due settimane di concentrazione per il concorso, mi ci vuole un altro bel fallimento per iniziare bene l’autunno. almeno non è la depressione a spingermi sul lavoro, ma le due sberle che roncaglia m’ha pappinato ieri. ho voglia di vedere tony (saulo non molto, ma riconosco che almeno diego mi ha salvato da questa minaccia per l’equilibrio mondiale), mentre la gente c’ha davvero il radar: nel giro di 3 giorni si son riproposti in 4 che stavano in fila d’attesa. sarà l’odore, che ne so.

comunque, ancora non sono sul mercato. anzi, non ho proprio voglia di tornarci per un pò. almeno potrò continuare a lamentarmi che sono solo e che non mi vuole nessuno.

 

- carlo

che palle, 2

e prepariamo sta lezione di oggi (voglia: -45). due settimane dal concorso e non ho fatto un cazzo, stasera cinema (voglia: -12). grossi progressi sul fronte sonno: mi son svegliato solo una volta verso le 4, e poi definitivamente verso le 7.

rigorosamente dopo il sabato sera con gli amici e la domenica allo stadio, ieri sera si è fatto vivo il signore, e non l’ho manco sfanculato: poi non si dica che non sono magnanimo.

inizierò la dieta quando avrò voglia di iniziare alcunchè, ma tutto sommato non va terribilmente come sembra da fuori, dipende dai momenti. il lato positivo di buttarsi sul lavoro è che faccio un bel lavoro :)

 

- vedovarlo

che palle.

con l’ora legale sto in piedi dalle 6, e con l’umore di oggi riaddormentarmi è un miraggio. posso scrivere, voglio sperare abbia smesso di leggere. ma in realtà non ho molte parole: se vi va, statemi un pò intorno.

 

no, non sono precipitoso. semmai bisognerebbe discutere l’arroganza di volermi sempre comportare spontaneamente e sinceramente, ma ora non posso non difendermi. non posso non pensare che se non mi tutelo da solo non c’è molta altra gente che lo possa fare, forse è vero che il rapporto con i genitori influenza poi molti dei comportamenti successivi (guarda caso vorrei raccontare un pò sta storia a marcella, chissà che ne pensa. oddio lo so, direbbe che conoscendomi mi butterò sul lavoro, e in un questo periodo è proprio ciò che dovrei fare).

ho svolto la mia funzione, ora è giusta la liquidazione. sempre molto poco riesco a concepire l’idea che qualcuno possa non prendersi una cotta per me, ma in realtà più in generale non tollero non ottenere ciò che desidero: se angelica è pesante prima delle cose, io certamente dopo. rimango però dell’idea di essere stato un sacco fortunato, e che vivendo una volta sola sarei un deficiente a non profittarne avendo aspettative alte. non mi aspetto come angelica che qualcuno irrompa nella vita senza il mio intervento, ma che qualcuno perda la testa con la stessa velocità o lentezza con cui lo faccio io, sì. non si può andare a velocità diverse, non funziona, almeno che non ci si accontenti, cosa che non voglio fare.

in questo senso ho aspettative alte, per fortuna non è oggi il giorno per chiedersi se la mandria dei disincantati non abbia ragione, se la probabilità dell’amore romantico non sia così bassa da non valer la pena rischiare. oggi niente seghe, è giorno per il nervosismo inconcludente.

 

- allegria!

paura, eh?

l’ultimo blog prima di tornare a casa.

sono un sacco stanco e non scriverò molto, ma sembrava brutto andar via senza. il convegno è andato bene: abbastanza divertente e piacevole, e ho mangiato come un porco (tutto catering dell’Hilton, è piaciuto agli ospiti..). 

speriamo che domani non ci siano problemi, eventualmente angie chiami giorgia e ci vediamo per un prematuro aperitivo.

saluti e baci a tutti, madrepatria arrivo

 

- fine di korearlo

fine dello sciopero

due-giorni ad amnesty andata bene, angie ha novità da scrivere, e io me ne vado due sere a Ferrara. deve essere carina, non l’ho mai vista, e spero di non vederla neanche stavolta.

 

dite ciò che vi pare, ma adoro i paperi. (comunque la mostra arriva a Genova. e non ho neanche mai visto genova…)

 

 

- ca

dalla sera alla mattina

ieri concordavo con angie che l’estate è moralmente finita. complici gli occhi a cuoricino e due acquazzoni non ho più tanta voglia di girare in motorino, ergo di uscire la sera. saltato aperitivo (senza preavviso) con ignoto contatto msn, nonchè cena con Andrea, quello che fa tenerezza. in compenso a casa dai miei ho fatto i conti delle ristrutturazioni con papà, e sembra che non sono sul lastrico come pensavo.

stamattina invece ho sentito Antonio al telefono: si è fidanzato. Antonio è un bear, il più dolce che conosco, nonchè l’unico (niente battute sulla mia stazza). da due anni piange, anche letteralmente, perchè il suo ex non vuole tornare con lui.

” Ci siamo rivisti a metà agosto, in Molise. Mi ha detto:   …    <sai con il mio ragazzo non sono felice, ma almeno sono sereno>  …   Ma vaffanculo!      …   Dopo una settimana è tornato da me con la coda tra le gambe.    …    quanto lo amo!  ”                 

ecco, così si inizia la giornata.

 

-  carlo

Dorian Gray

“Carlo, ma se non ti fai piacere qualche trentenne, come farai quando avrai 40 anni e lui inevitabilmente 30?”

“Faccio una permuta”

 

 

- carlo

stanco di dormire da solo

qualche giorno fa ho chattato con un ragazzo che studia psicologia, dunque ero prevenuto. una cosa o l’altra, siamo arrivati a parlare del mio rapporto con il mondo (forse il fatto che non può fare a meno di psicanalizzare tutti i giovani omosessuali ha una qualche rilevanza sul tema). 

insomma è uscito come al solito che devo smetterla di correre appresso ai 20enni e pensare di poter avere una relazione solo con un 30enne. da buon analista, però, la soluzione propostami è stata l’opposto di quella ragionevole: fare meno calcoli, dare fiducia almeno a un 20enne ogni tanto, ed evitare la caccia al 30enne perchè tanto mi troverei prima o poi col ragazzo assolutamente perfetto e una relazione assolutamente priva di pathos.

ovviamente non potevo ascoltare (una chat si legge) ma oggi ci ho ripensato come i cornuti. la questione in realtà mi tocca da un pò ormai, come un 348 persone sanno.

dunque, l’altroieri sono uscito con S. Per la cronaca, ho finalmente scoperto che farà 33 anni tra un mesetto. brillante, simpatico, carino, intelligente: rimango sempre molto affascinato, ma è vero che non mi è battuto il cuore. certamente, se non ci fosse stata la sua amica in visita ormai da due settimane, e se non sapessi costantemente che partirà definitivamente per l’altra parte del mondo tra 4 mesi, forse mi lascerei tentare di più. e forse influisce anche il fatto che la cosa ormai si trascina da troppo, con evidente annullamento dell’ethos.

ieri invece sono uscito con D, 21(?)-22enne, anche carino e brillante (meno acculturato ma più simpatico e più artistico di S). sarà stata la corsa sotto la pioggia, estremamente romantica, la cena con litrozzo di vino, e la mia speciale passione per il primo bacio e le paccate in generale. però è stata un’altra cosa. oggi ci ho pensato almeno in continuazione, e mi son tranquillazzato solo all’arrivo dell’(enigmatico) sms. ma direi tanto basta per mettere in discussione il consensus difficilmente raggiunto con angie, vale, angela e le altre 345 persone (basato appunto sul fatto che dovrei metter la testa a posto): fosse che fosse, che ha ragione lo gnappetto psicologo?

 

conclusioni ad oggi:

a) ogni persona è un caso a sè, e non si può generalizzare (nè mettere gli accenti dove non vanno), sebbene evidentemente qualche differenza sistematica c’è, tra chi ha 10 anni più di me e chi 10 in meno

b) qualcuno dovrebbe scrivere l’elogio della paccata. angie, fondiamo un club. la paccata è 10 miliardi di volte meglio di tutto ciò che viene dopo (dopo, non oltre).  la prima volta che baci qualcuno, i lunghissimi secondi quando è ormai chiaro che succederà, ma non ancora come, precisamente, la scoperta e il piacere della meritata vittoria. bon, mo vado a letto, lì continuerò a sviluppare il concetto. 

 

- carlo



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